sabato 21 maggio 2022

surbiles o surtoras.


 Un giovane innamorato di una ragazza bella quanto misteriosa, che lavorava nella panetteria del suo paese, decise di indagare per scoprire come mai lei alla richiesta del ragazzo di un bacio rispondesse che non poteva essere toccata fino a quando non avesse risolto un problema.

Il giovane se pur discretamente riuscì a scoprire quanto gli occorreva.
La ragazza era la settima figlia femmina consecutiva della sua famiglia e in quanto tale una coga. Le cogas sono riconoscibili perché hanno una minuscola coda oppure una piccola croce pelosa sulla schiena. Erano conosciute anche con i nomi di surbiles o surtoras.
Considerate streghe e vampire poiché dedite a succhiare il sangue umano soprattutto quello dei neonati non ancora battezzati, is cogas erano temute anche per il loro potere di trasformarsi in animali, di rendersi invisibili o di spostarsi velocemente a cavalcioni su delle scope.
Si dice che bastasse rivoltare un indumento, anche indossato in quel momento, per vedersele all’improvviso di fronte, senza abiti e coperte solo dai lunghi capelli e peli. Il giovane però non si rassegnò a questa notizia e, convinto di poterla salvare, attese con pazienza la notte in cui sua sorella partorì.
Nel cortile della casa di sua sorella appese ad un albero una camiciola del nascituro girata al contrario, appoggiò per terra un treppiede rovesciato e attese l’arrivo de is cogas.
Il giovane non dovette aspettare molto, le streghe si presentarono tutte senza abiti ricoperte solo dai loro capelli a da peli. Tra loro c’era anche la giovane e bella amata, la quale cercò di ritrarsi non appena riconobbe il giovane.
A questo punto lui la afferrò, la trascinò sino alla cantina della casa promettendole che non le avrebbe fatto del male.
Il giovane corse nella vicina chiesa a chiedere l’intervento del parroco, il quale prese un crocifisso e una icona rappresentante un santo in veste di esorcista, e seguì il giovane.
Con grande sorpresa di entrambi nella cantina chiusa a chiave dall’esterno non trovarono nessuno, tranne un moscone che cercava la via d’uscita.
Il parroco fece accendere una candela benedetta al giovane mentre lui pronunciava delle preghiere.
Mentre la luce cominciava lentamente a rischiarare l’ambiente, il moscone aumentava di dimensioni sino a cadere per terra dal peso.
Il giovane che aveva tenuto gli occhi chiusi durante il rito, li riaprì in quel momento e vide che per terra c’era il corpo della sua amata adagiato come se dormisse.
La portarono in chiesa dove si svegliò e dove non ricordava più nulla.
Con l’aiuto del giovane e del parroco la ragazza si era liberata dal suo problema, non era più una strega

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